Tamburo di Latta | Romberg Arte Contemporanea

Installazione Star Room

Tamburo di latta. Antonio Cervasio, Vincenzo Marsiglia, Guido Pecci, Nicola Vinci, Fernando Zucchi
a cura di Italo Bergantini e Alessandro Trabucco
ROMBERG Arte Contemporanea
Viale Le Corbusier 39 – Torre Baccari / 17° FLOOR / LATINA
+39 0773 604788
+39 334 7105049
www.romberg.it
info@romberg.it
1 ottobre – 20 novembre 2011

L’esposizione Tamburo di latta, a cura di Italo Bergantini e Alessandro Trabucco, prende titolo e ispirazione dall’omonimo romanzo, pubblicato nel 1959, di Günter Grass, Premio Nobel per la letteratura nel 1999, e dalla successiva versione cinematografica di Volker Schlöndorff uscito 20 anni dopo, nel 1979. E’ il racconto della vita di Oskar, un bambino nato a Danzica negli anni ’20 del secolo scorso e che, alla tenera età di 3 anni, in maniera autonoma e consapevole, prende una decisione esistenziale drastica: procurarsi un incidente domestico per causare l’interruzione della propria crescita, una scelta dettata dall’osservazione disincantata dei comportamenti negativi degli adulti e dal netto rifiuto di diventare come loro. Al momento della nascita, la madre gli promette un particolare regalo, un tamburo di latta da donargli proprio al suo terzo compleanno, oggetto che diventerà inseparabile compagno di vita, unico elemento di contatto col mondo esterno e che scandirà il ritmo delle sue giornate.
Ambientata nel periodo dell’ascesa e caduta del regime nazista e della tragedia della Seconda Guerra Mondiale, la storia riporta le profonde riflessioni e i pensieri del bambino Oskar, in contrasto con l’unico elemento fonetico in suo possesso, la propria voce, che utilizzerà in modo “primitivo”, solo per emettere delle tremende urla in grado di frantumare vetri e lampadine. Ed è proprio questa la sua esistenza terrena, una continua battaglia in difesa della propria dignità umana, contro l’assurdità della vita adulta, agli occhi del bimbo violenta e ipocrita.
La mostra, allestita negli spazi della Galleria Romberg a Latina, al 17° piano del grattacielo, parte da questi spunti sviluppandosi in un percorso che i cinque artisti affrontano delineando le tematiche che meglio rappresentano il complesso mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, per certi versi dai contorni indefiniti, per altri strutturato su esigenze vitali e di primaria importanza. Il piccolo Oskar diventa così l’emblema del fragile equilibrio che governa i pensieri, le emozioni, le nuove scoperte che quotidianamente accompagnano e conducono il bambino nel cammino verso l’età della ragione e della consapevolezza:
Paura, ossia la psicologia delle fantasie, dei desideri, dei timori: l’uomo nero, il buio, la solitudine, il dolore, l’incubo, il sentimento di abbandono. Nicola Vinci
Fiducia, ossia il rapporto con il mondo esterno: i coetanei, i familiari, gli adulti, l’ambiente circostante, gli eventi storici. Antonio Cervasio
Gioco, ossia lo svago, la convivialità, la spensieratezza: la cameretta dei giochi, il possesso degli oggetti, la costruzione di un mondo fantastico e l’identificazione in personaggi inventati. Vincenzo Marsiglia
Crisi, ossia crescita, consapevolezza, conoscenza di sé e responsabilità sociali: la sessualità, il lavoro, la quotidianità, la sopravvivenza. Guido Pecci
Ricordo, ossia l’adulto/bambino, il rapporto con il passato e le ripercussioni sul presente: la maturità e la memoria dell’infanzia perduta. Fernando Zucchi

Testo tratto da Espoarte.net






Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*